Una grande differenza tra l’età così determinata e quella effettiva indica un aumento dei rischi per la salute, ha comunicato oggi l’ateneo. Un’età biologica della retina più elevata è infatti associata a un rischio maggiore di malattie cardiovascolari e respiratorie, cancro e demenza. I ricercatori hanno pubblicato i propri risultati sulla rivista specializzata “Nature Communications”.
Per il loro metodo, gli scienziati hanno addestrato un algoritmo di intelligenza artificiale utilizzando immagini di oltre 70’000 persone di età compresa tra i 40 e i 79 anni. Il modello stima l’età retinica con uno scostamento medio inferiore a tre anni rispetto all’età effettiva.
Differenze tra uomini e donne
Lo studio ha inoltre evidenziato differenze significative tra uomini e donne. Negli uomini, una retina dall’aspetto più anziano era maggiormente associata a caratteristiche della sindrome metabolica quali ipertensione, diabete o sovrappeso. Nelle donne, invece, era più strettamente correlata a fattori vascolari, come un aumentato rischio di trombosi.
Anche la menopausa sembra avere un ruolo. Prima della menopausa, le donne presentavano in media retine che apparivano più giovani rispetto a quelle degli uomini. Dopo la menopausa, questa differenza si è invertita. Lo studio non dimostra un nesso causale, ma apre una pista interessante sul ruolo dei cambiamenti ormonali, viene spiegato.
Variazioni difficilmente percepibili
L’IA rileva caratteristiche difficilmente percepibili dall’occhio umano. Tra queste figurano sottili variazioni di colore o luminosità, nonché la densità dei vasi sanguigni.
I ricercatori sottolineano tuttavia che una retina dall’aspetto più anziano non significa necessariamente che una persona soffra o soffrirà di una determinata malattia. Ulteriori studi saranno necessari per poter arrivare a un’applicazione clinica.