Secondo i dati diffusi oggi congiuntamente dall’Ufficio federale della sicurezza alimentare e di veterinaria (USAV) e dall’Ufficio federale della sanità pubblica (UFSP), la campilobatteriosi si conferma l’infezione più diffusa, con circa 8’700 casi confermati in laboratorio, seguita dalla salmonellosi (2’300 casi) e dalle infezioni da Escherichia coli produttori di tossina Shiga (STEC, 1’433 casi). Tutte e tre provocano principalmente disturbi gastrointestinali, che si manifestano attraverso diarrea, forti crampi addominali, nonché febbre, mal di testa, nausea e vomito.
Queste infezioni sono generalmente legate all’ingestione di cibo contaminato, per lo più trasmesse attraverso alimenti di origine animale.
Nel 2025 – precisa la Confederazione in un comunicato odierno – sono stati inoltre segnalati 72 focolai di malattie di origine alimentare, contro i 43 dell’anno precedente. Secondo la Confederazione, l’aumento non riflette un peggioramento della sicurezza alimentare, ma è dovuto soprattutto a una maggiore frequenza delle notifiche da parte delle autorità cantonali.
L’USAV e l’UFSP ricordano che le aziende alimentari sono tenute a rispettare rigorose norme igieniche e che, dal 1° luglio 2026, sono entrati in vigore requisiti più severi per il controllo delle listerie.
Anche i consumatori possono ridurre il rischio di infezione adottando semplici misure igieniche durante la preparazione degli alimenti, scrivono le autorità, ricordando che è fondamentale mantenere una buona igiene delle mani durante la preparazione e la cottura dei cibi. Gli utensili da cucina e i piani di lavoro devono essere puliti accuratamente dopo aver manipolato le derrate alimentari crude e la carne deve essere cotta completamente. Inoltre, scrivono le autorità, carne, pesce e uova crude non devono mai entrare in contatto con altre derrate alimentari.