CSt: compresse iodio, centrali atomiche si sobbarchino costi

BERNA (ats) – Le centrali nucleari si faranno carico del costo derivante dalla distribuzione di compresse di iodio alla popolazione. È uno dei punti della modifica apportata alla Legge sulla radioprotezione adottata dal Consiglio degli Stati che ha eliminato le ultime divergenze col Nazionale, in particolare sul radon. Il dossier è pronto per le votazioni finali.

Il Consiglio nazionale, sostenuto dal Consiglio federale, voleva far pagare ai proprietari dei siti contaminati dal radon (gas naturale pericoloso per la salute che penetra nelle case dal terreno) i costi relativi a tale contaminazione. Intendeva responsabilizzare i proprietari dei circa 200 mila edifici su un totale di 1,8 milioni presenti in Svizzera.

La Camera del popolo ha poi fatto retromarcia, decidendo che il Consiglio federale deve avere la competenza di stabilire le modalità relative ai costi e ai valori di riferimento che indicano a partire da quando sono necessarie misure di risanamento. Il radon è la seconda causa di cancro ai polmoni dopo il fumo. Supera i limiti di legge nel 10% dei casi.

Ma il Consiglio degli Stati non era d’accordo, ritenendo che non si dovesse attribuire una responsabilità penale a persone che non hanno causato tale contaminazione. Questa posizione si è imposta in sede di conciliazione.

Solo i proprietari di siti contaminati da radiazioni ionizzanti di origine non naturale dovranno, in determinati casi, farsi carico dei costi. La vernice luminescente al radio utilizzata nell’industria orologiera ne è un esempio. La riforma opera una distinzione tra i responsabili della contaminazione e i proprietari dei siti. I costi saranno a carico in primo luogo dei responsabili e, in secondo luogo, dei proprietari.

Il Parlamento era inoltre in disaccordo sulle infrazioni per negligenza. A differenza del Consiglio degli Stati, il Nazionale sosteneva la proposta del Consiglio federale di punire i responsabili con una multa fino a 20 mila franchi. Riteneva che fosse necessario un effetto dissuasivo per queste infrazioni, che rappresentano il 95% dei casi. Anche in questo caso, i “senatori” hanno avuto la meglio: questa proposta è stata stralciata dalla legge.

Nessuna divergenza fra le Camere invece su uno dei punti principali della riforma: la copertura dei costi per la distribuzione delle compresse di iodio alla popolazione che vive nei pressi delle centrali atomiche. D’ora in poi spetterà ai gestori di questi impianti passare alla cassa.

Finora i gestori coprivano i costi di distribuzione entro un raggio di 50 km. La Confederazione, i Cantoni e i Comuni partecipavano alla metà delle spese oltre tale limite. Il Consiglio federale può ora decidere in quali casi le centrali debbano farsi carico dell’intero fardello.